venerdì 26 settembre 2014

Lettera aperta al mio futuro ex promesso sposo

Amore caro, amore santo,

sono una chiavica, lo so. Stai cambiando idea sul nostro progetto di amore legalizzato, e rimpiangi già il giorno in cui mi hai chiesto di sposarti - aspe', ma mica me l'hai chiesto veramente - comunque, non ne puoi più di me che la mattina mi sveglio quando il giorno è di là da venire, e man mano che trascorre mi trasforma nella Samara di The Ring. Lo so che i miei sbalzi d'umore incidono sulla formazione degli uragani in Florida e stati limitrofi. Lo so che lo spettro di PennState aleggia sulle nostre misere esistenze maiemesi, data l'ormai proverbiale stitichezza dei cittadini di questo paradiso! Ti ringrazio per tutto quello che fai per me ogni singolo giorno, e per la pazienza salvatoresca che spero non ti (ci) abbandoni! Grazie per le carezzine che mi fai sulla testa mentre dormo e non lo so, così non capisco che mi vuoi bene anche se sei arrabbiato perché mi consumo, mi cruccio, mi autodistruggo.
Gioia, non ti preoccupare, tanto tra soli 5 anni il mio contratto sarà finito (in realtà se continua così, I QUIT!!! prima) e il mio sogno di fare la tutor part-time + casalinga full-time in Spagna si avvererà!
Dato che qui l'unica cosa che mi riconoscono finora è il mio innato dono della sintesi, ti lascio, e vado a dare una pulita sintetica ai nostri 80 mq per poi ricominciare col nuovo tour de force. Meno male che domani ci ritaglieremo le nostre 2 ore di wellness, e che a organizzarci il matriagio ci sta pensando qualcunaltro!!! Ahahah...

“[…]

Sta arrivando il mattino
stammi ancora vicino
sta piovendo
e non ti vuoi svegliare
resta ancora resta per favore

e guarda come...

[...]

vola... adesso vola

oltre tutte le stelle
alla fine del mondo
vedrai, i nostri sogni diventano veri!” (M. Gazzè)



P.S. A proposito di sogni che diventano veri: fa sempre piacere realizzare quelli della propria matre il cui ultimo disturbo ossessivo-compulsivo consiste nell'edificazione coatta di bagni in camera.

domenica 21 settembre 2014

Do my thing

"[...] es el recuerdo, no el olvido, el verdadero invento del demonio." (R. Loriga. Tokio ya no nos quiere)



This song reminds me a period when I felt I could have done any thing, and now it makes me feel like I can't anymore: I can't freak out, feel screwed, get melancholy or be lunatic for no reason, because I got reasons... I cannot trust last minute-miracles or totally lean on my luggage, because it used to be huge and fancy, as now is an ordinary hand luggage.

- keep silent, paranoid thought in progress -
(sigh)

martedì 16 settembre 2014

Keep me posted

Possibili titoli per i prossimi appassionanti post:

- A Miami pure gli scarafaggi sono splendidi e spudorati

(come passare un guaio nero dove non cuoce il sole)
 

- La casa/zoo delle libertà di Coral Gables
 

- Il mio secco ammazzato matrimonio tabù
ovvero che verbo è "pinnare" e "sposina siciliana" lo dici a tua sorella?


- Che cacchio ce l'hanno messa a fare Miami attorno all'università se uno non la può manco enjoy... UM: il campus con Miami intorno

Stay tuned!

venerdì 5 settembre 2014

Yoshitomo Nara... and that's about it

Del mio brancolare nel buio causando l'ira funesta del mio promesso sposo
Della mia incapacità di leggere in pubblico in qualsiasi lingua, siciliano incluco
Di certi lamenti che sento
Di certe telefonate che ricevo

P.S. Il post "colorato" in effetti è arrivato... magari allegro no, ecco.